Youssef Nabil

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Alessandria d’Egitto, 31 dicembre 2007



È strano come un’esperienza possa cambiare il tuo modo di vedere le cose. E persino influenzare tutta la tua vita.

Sono cresciuto al Cairo come musulmano e la religione islamica parla molto del destino, del fatto che per ognuno di noi ci sia un tempo scritto per venire in questo mondo e un altro per lasciarlo… Anche tutto ciò che accade nella nostra vita è già scritto, scritto da Dio.

Per certi versi, quest’idea è sempre rimasta nella mia mente. E ho iniziato a osservare la mia vita come se fossi al cinema… spettatore e testimone del mio film privato. Un film deciso e scritto prima che entrassi in sala, e a me non resta che sedere e guardarlo.

Eppure mi capita ogni tanto di preoccuparmi e di chiedermi perché sono qui? In cosa consiste la mia esperienza? Che significato ha la vita? A quel punto mi viene subito in mente che non ho nessun bisogno di trovare le risposte… perché tutto era già scritto lassù molto tempo prima che il film iniziasse. Adesso devo solo rilassarmi e aspettare. Aspettare fino alla fine del film, la fine di tutto. Il momento in cui in sala si riaccendono le luci ed è tempo di andare via, di uscire dal cinema.

Sono cresciuto nella convinzione che quando il mio film finirà vorrà dire che sarò morto, che avrò completato la mia vita. Ho vissuto ogni giorno pensando che potesse essere l’ultimo, per me o per qualcuno che amo. Ho pregato Dio di essere il primo ad andarmene in modo da non veder morire nessuno di quelli che amo. Era il mio modo per mantenere vivi tutti coloro che compaiono nel mio film. Non permetterò che muoiano prima di me.

Non so quanto durerà. Dopotutto, è possibile che il mio film sia breve. Veniamo al mondo con uno scopo e moriamo una volta portato a termine il nostro compito? Perché devo vivere più a lungo se so di aver vissuto la mia vita?

Ricordo il momento in cui per la prima volta ho capito il concetto di morte. Avevo quattro o cinque anni e stavo guardando un vecchio film egiziano alla TV quando chiesi a mia madre chi fossero gli attori e dove si trovassero in quel momento. “La maggior parte è morta” mi rispose. Fu una scoperta sconvolgente per me a quell’età. Io adoravo tutte quelle belle persone morte! In qualche modo questo episodio mi ha segnato, perché ho sempre voluto incontrare gli attori che amo prima della loro o della mia morte.

Youssef Nabil